ACQUALAGNA

Dai comuni delle marche
Altitudine: xxx; Abitanti: 4.180; Prefisso: 0721; Cap: 61041

Fondo pag. Programma NATALE 2005 ad Acqualagna

La Storia:
Alla confluenza dei fiumi Burano e Candigliano, Acqualagna è diventata famosa per aver saputo imporre all'attenzione del mercato il suo tartufo, che qui viene chiamato "l'oro nero della terra".Il passo del Furlo, sulla Via Flaminia, con la galleria scavata dai Romani nel 76 d.c., è meta di numerosi turisti. A breve distanza dal Furlo sorge l'Abbazia di san Vincenzo, detta di Petra Petrusa, preziosa opera di stile romanico del VI sec. A qualche chilometro dal centro abitato si trova il Santuario della Madonna del Pelingo nel quale c'è un affresco del XV sec. raffigurante la Madonna con il Bambino. Nella frazione di Petriccio si può visitare la chiesa romano - gotica dell'Annunziata, con portico ogivale e affreschi trecenteschi.

Acqualagna da visitare:
Chi visita Acqualagna per gustare la dolcezza e il sapore del tartufo, ha la fortuna di sentirsi circondato da uno scenario stupendo: il Furlo, il territorio della Comunità Montana del Catria e del Nerone, Urbino "la città in forma di palazzo", il mare a due passi.
La bellezza dell'ambiente che circonda il paese e l'aroma del tartufo, fanno di Acqualagna un luogo davvero speciale.
Apecchio Cagli Cantiano e Piobbico appartengono a quell'Italia meno conosciuta che conserva splendide memorie del passato.
Ad Apecchio, oltre ai reperti fossili e monumenti rinascimentali incuriosisce il grande Mappamondo della Pace, costruito su tre piani da un artigiano locale. Cagli fu un luogo di posta lungo la via consolare Flaminia e mantiene intatti i tratti della sua storia attraverso i bei palazzi rinascimentali. A Cantiano si affacciano edifici del XII secolo; la chiesa di S. Nicolò conserva opere di Caravaggio e di Gentile da Fabriano. Piobbico è una stazione di villeggiatura, frequentata per la mitezza del clima e per la presenza di acque fluorate.
Al mattino si possono visitare i monumenti più importanti di Acqualagna: L'abbazia di San Vincenzo, detta di Pietrapertusa, edificata nel IX secolo da monaci benedettini, la Fortezza sul Candigliano, un lungo viadotto di età augustea dell'antica Via Flaminia. Nella zona sono presenti diversi alberghi, ristoranti, trattorie, per concludere la mattina. Al pomeriggio si visita il Furlo, una spettacolare gola rupestre dell'Appennino Umbro-Marchigiano, caratterizzato dall'incanto dei calcari bianchi e rosa.
Non dimentichiamo poi la fauna: il Cervo europeo, il Lupo appenninico, il Capriolo; la Rondine Montana, il Passero Solitario, il Picchio Muraiolo e l'Aquila Reale.
Da vedere anche i resti monumentali della Via Flaminia costruita dai Romani nel secolo III a.C., e la Galleria aperta nella roccia nel 76 d.C. dall'imperatore Vespasiano.

Il Passo del Furlo:
Il passo del furlo si trova sulla strada nazionale n.3 Flaminia a 35 Km. da Fano e 248 Km. da Roma.
Ha grande fama storica per i grandiosi lavori che gli Etruschi prima e i Consoli e gli Imperatori romani poi vi fecero (muraglioni, tagli di roccia, galleria) e per essere stato in tutti i tempi teatro di grandi battaglie.
Il paesaggio è suggestivo, pittoresco e selvaggio. Le pareti rocciose dei monti pietralata e Paganuccio, prodotte dall'erosione delle acque del Candigliano, si innalzano per centinaia di metri a picco su un verde laghetto e formano la caratteristica Gola del Furlo dal singolare aspetto alpino e dal fascino unico, che la inserisce di diritto tra le maggiori attrattive dell'Italia centrale. Le acque del fiume Candigliano si gettano a poca distanza nello storico fiume Metauro che ricorda la sconfitta e la morte di Asdrubale.
Affascinante e suggestiva è la vista della vecchia diga del Furlo, che ancora oggi produce energia elettrica con la vicina centrale di S. Lazzaro.
La località prende il nome da FORULUS e cioè dalla grande galleria romana aperta nel 76 d.C. dall'Imperatore Vespasiano entro la quale tuttora passa la strada Flaminia.
A poca distanza sorgono l'abbazia di SanVincenzo detta di Petra Pertusa (antichissimo nome del furlo), preziosa opera di stile romanico del VI secolo, e il Santuario del Pelingo (1820). Degna di attenzione è la tradizionale escavazione e lavorazione della pietra curata da bravi artigiani del luogo. Dalle cave vengono estratti anche fossili e minerali che destano interesse scientifico e rappresentano un elemento di curiosità per il
turista.

Da Segnalare:
Alle falde della pittoresca Gola del Furlo, uno dei paesaggi più suggestivi e ameni dell’Appennino umbro–marchigiano, si estende per oltre due ettari di territorio il Parco le Querce, un’area immersa nella natura incontaminata, sapientemente attrezzata per accogliere camper e caravan e offrire quanto occorre a una permanenza agevole, ben organizzata e indimenticabile.

La particolarità di Acqualagna consiste nella possibilità di raccogliere e commercializzare il tartufo in ogni periodo dell'anno.
Il tartufo sembra desiderare i contrasti, e le stagioni caratterizzate da sbalzi di temperatura e alternanza secco/umido sono le più favorevoli per la produzione. Per questo le teorie degli antichi e i
proverbi dei nostri nonni facevano riferimento a "acqua, folgore e calore uniti assieme nella terra" come portatori di una buona stagione per questo prodotto.
Fra negozi e pendii del territorio si possono raccogliere o comprare tutte e
quattro le varietà di Tartufo, come il Tartufo bianco di Alba o di Acqualagna che si trova in Italia, e la cui raccolta avviene dal 1° ottobre al 31 dicembre; il Tartufo nero pregiato di Norcia e di Spoleto, dal 1° dicembre al 15 marzo; il Tartufo bianchetto dal 15 gennaio al 30 aprile; e infine il Tartufo nero estivo e altre varietà di estivo, detto anche "Scorzone", dal mese di maggio alla fine di dicembre.
E proprio per l'ampia possibilità di scelta, Acqualagna in tutti i periodi dell'anno accoglie tre fiere del tartufo. La più importante é quella tra la fine di ottobre e le prime tre domeniche di novembre. Tra stand, manifestazioni e naturalmente tanti assaggi ogni anno si ritrovano quasi 80 mila persone. Appuntamento tradizionale per estimatori ma
anche per curiosi. Di importanza nazionale, accoglie circa 60 espositori provenienti da tutta Italia.
Tra la fine del secolo scorso e l'inizio del
Novecento, Acqualagna ha conosciuto la "migrazione" di centinaia di cercatori di tartufo che avevano imparato il mestiere (o meglio, la passione) nelle contrade natie, e per trovare fortuna andarono a "colonizzare" altre zone d'Italia, per verificare la presenza del pregiato frutto della terra. Partivano a piedi con i loro cani, verso il Centro Sud dell'Italia, dove hanno
portato la conoscenza del tartufo. Erano capaci di riconoscere la produttività di una zona a occhio, addirittura dal colore delle case, che denotava il materiale di costruzione, e quindi indirettamente le qualità del terreno.

 

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