I COMUNI DELLE MARCHE "ACQUAVIVA PICENA"
Dai comuni delle marche: Acquaviva Picena
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Altitudine: 215; Abitanti: 3850; Prefisso: 0735; Cap: 63030


La Storia:

Acquaviva Picena si presenta come un luogo ricco di cultura e tradizioni, perfetto per chi ami immergersi nell'arte e nella storia.
Il paese rappresenta, indubbiamente, una zona di notevole interesse archeologico: i numerosi reperti restituiti dal suo territorio, pur essendo una piccola porzione di un ricchissimo patrimonio archeologico in gran parte ancora da scoprire, testimoniano una consistente presenza insediativa nell'antichità.
Le prime vestigia umane riscontrate risalgono addirittura alla Preistoria. A partire dagli anni '70 sono stati rinvenuti raschiatoi, amigdale, piastrelle in arenaria graffite e selci rozzamente lavorate, oggetti e manufatti risalenti al Paleolitico Superiore che attualmente arricchiscono alcuni musei locali e non poche collezioni private.
Anche il Neolitico è ben attestato nel territorio, non solo da materiali ceramici e litici rinvenuti in circostanze fortuite, ma principalmente dall'esistenza in località Monte Tinello di un intero villaggio portato alla luce da due campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche nel 1983 e nel 1984.
Ma è soprattutto con l'ingresso dell'epoca picena che le testimonianze, le tracce di vita antica diventano più consistenti e tangibili: i numerosi reperti piceni diffusi nel territorio acquavivano attestano l'esistenza sul nostro colle di un cospicuo insediamento durante il VI sec. a.C.
Soprattutto le necropoli continuano ininterrottamente a restituirci intatti corredi funerari composti di splendidi oggetti dell'ornamento personale come bracciali a nastro, pendagli, fibule di bronzo, pettorali, anelli in pasta vitrea, e caratterizzati da vasellame non solo di grande valore documentario ma spesso anche qualitativamente pregevole. Non mancano i tipici anelloni enei a nodi e squisiti oggetti di importazione, come i due aryballoi etrusco-corinzi ed il cratere attico attualmente conservati presso il Museo Archeologico di Ascoli Piceno, che testimoniano la vivacità dei rapporti commerciali e culturali del Piceno con l'Etruria e la Grecia.
Durante il III sec. a.C. il Piceno fece il proprio ingresso nell'orbita romana; l'iniziale amicizia e alleanza con Roma si trasformò ben presto in sottomissione e inevitabilmente gli aspetti della cultura e delle forme materiali di vita vennero mutate dalla romanizzazione e cioè dal processo di assorbimento della civiltà dei vincitori: il territorio acquavivano pertanto subì la sorte dell'intero Piceno, la cui storia era ormai indissolubilmente legata a quella di Roma.
Numerosi i resti, i materiali ceramici che ancora oggi affiorano abbondantemente e che testimoniano il passato romano del nostro territorio, certamente influenzato dalla vicinanza di un centro di notevole importanza strategica oltre che mercantile come Castrum Truentinum, municipio romano ubicato sul tratto finale della via Salaria, da cui si dominava il passaggio sul fiume Tronto.
Problematica e complessa è stranamente la ricostruzione del passato medioevale di Acquaviva, un passato ancora visibile agli occhi dei visitatori grazie allo splendido borgo storico e alla imponente fortezza, simbolo del paese e monumento storico artistico più noto.
Nel 1799 durante l'assalto condotto da un gruppo di briganti capeggiati dal bandito Sciabolone vennero appiccati incendi, le cui fiamme raggiunsero il palazzo del municipio, distruggendone irrimediabilmente l'archivio e sottraendo così fonti preziose alla ricostruzione della storia acquavivana.
Privi della principale fonte d'informazione, siamo pertanto costretti a basarci sui rarissimi documenti che quasi sempre citano Acquaviva nel contesto della storia di altre terre e delle loro vicende.
Le origini del paese sono probabilmente legate al mutamento delle condizioni politiche di sicurezza, all'abbandono di Truentum, vessata dalle continue incursioni.
Dai Longobardi prima e dei Saraceni in seguito, e al rifugio della popolazione sulle colline più arretrate e difendibili rispetto alla scoperta linea costiera.
Tale occupazione man mano si consolidò e trasformò tra il IX e X sec. in un insediamento difeso da mura e rafforzato da una rocca, che ancora oggi conserva il toponimo "Terra Vecchia".
Verso la fine del 1220, con la costruzione della parte orientale del borgo medioevale ("Terra Nuova"), finalizzata ad accogliere profughi dei vari castelli d'intorno, Acquaviva rappresentava ormai un possesso sicuro ed imprendibile, in seguito frequentemente conteso per la sua posizione strategica.
Menzionata nel 947 tra i possedimenti dell'Abbazia di Farfa, divenne feudo e dominio dei Duchi di Acquaviva e Atri, i quali vi prosperarono a lungo consolidandone l'aspetto di fortezza inaccessibile.
Tale famiglia detenne un ruolo non certo marginale nelle lotte tra Impero e Papato: fedele alla causa filoimperiale, rafforzò la propria posizione e il legame con Federico II, attraverso una lungimirante politica matrimoniale.
Nel 1341 il feudo venne ceduto con un atto di vendita alla città di Fermo, per la quale rappresentava un territorio strategicamente molto importante ed indispensabile per il controllo del litorale da San Benedetto fino ai possedimenti della nemica Ascoli.
Saldo baluardo fermano, fu una postazione costantemente in stato di allerta, se non di lotta aperta: la sua posizione di confine con il territorio ascolano la strinse spesso nella morsa di guerre e distruzioni, fatti d'arme, assalti di briganti e saccheggi.
Unita alla provincia di Fermo, rimase a far parte dello Stato Pontificio fino al Risorgimento e ai moti per l'annessione delle Marche al Regno di Vittorio Emanuele II: con il plebiscito del 1860 divenne parte del Regno d'Italia, allegata alla Provincia di Ascoli Piceno.



Chiesa San. Rocco:

Pregevole esemplare di architettura militare medioevale, è la più antica chiesa eretta entro la cerchia muraria di Acquaviva e sorge al termine di via S. Rocco che la congiunge alla piazza del Forte. La costruzione in stile romanico presenta sulla facciata a capanna, arricchita da un loggiatino cieco in cotto, alcune formelle policrome di maiolica. L’abside è esternamente poligonale, all’interno semicircolare.
Opera del XVIII secolo non priva di una certa eleganza è la statua lignea di S. Rocco, conservata all’interno.

perchè SCEGLIERE Acquaviva Picena

Chi cerca aria pura, scenari incomparabili e vestigia del passato, deve salire fino ad ACQUAVIVA PICENA (mt. 365 s.l.m.), delizioso centro collinare a circa 8 km. da San Benedetto del Tronto. Il paese, stretto attorno alla Fortezza medioevale che fu la roccaforte della potente famiglia dei Duchi di Acquaviva, ha conservato la sua antica e maestosa bellezza. Il tempo sembra essersi fermato nelle vie, strette e tortuose, del centro storico, e nelle rampe e nei contrafforti eretti a difesa dell'abitato. Ogni angolo, ogni pietra parlano del passato e sono un segno della memoria collettiva. Diversi i monumenti di indubbio interesse storico ed artistico: la chiesa di San Rocco (sec. XIII), la Porta Gotica, la Torre dell'Orologio, il Palazzo Municipale con i suoi pregevoli dipinti, la chiesa Parrocchiale, quella di San Lorenzo degli Agostiniani con alcuni quadri del Crivelli e, distesa su un colle, la chiesa di San Francesco che la tradizione vuole fondata proprio da Francesco d'Assisi.

Tradizioni Popolari:

Ad Acquaviva Picena sopravvive l'arte di fabbricare cesti con la paglia, le cosiddette "pagliarole". Non e' raro vedere, specie d'estate, le anziane donne del paese, sull'uscio di casa, intrecciare la paglia di grano con formidabile maestria, servendosi di un punteruolo e di un secchio pieno di acqua. La lavorazione e' lunga e laboriosa perche' prevede fasi precedenti per la preparazione dei materiali: paglia, salice e cannetta selvatica. Le "pagliarole", di forme assai diverse, vengono utilizzate come "sfarinapesce", porta frutta, porta lavori a maglia, ceste per biancheria e piatti ornamentali.

Prodotti della terra:

La cucina acquavivana e' contraddistinta da genuinità e sapori autentici d'altri tempi. Una sosta all'ora di pranzo, in uno dei ristoranti del centro storico oppure negli agriturismi disseminati nelle campagne, permette di assaporare i piatti della tradizione locale. Cibi semplici e genuini come prosciutto nostrano, lonza, salami, fegatini con le uova, formaggio pecorino, stracciatelle, pappardelle alla papera muta, coniglio 'ncip-'nciap, olive ripiene, spiedini di castrato. I dolci tipici sono gli spumini, i crostini alle mandorle e le famose "pesche" (paste frolle con ripieno di cioccolata e bagnate di alchermes) che sprigionano tutta la loro fragranza dai vari forni del paese. Il tutto bagnato dai magnifici vini Doc quali il Rosso Piceno Superiore ed il bianco Falerio dei Colli Ascolani

Manifestazioni ed eventi
:

Vari appuntamenti accolgono il turista nel periodo estivo:


- "Mercatino del Mercoledi": quasi vent'anni, tutti i mercoledi di luglio e agosto le suggestive viuzze del centro storico si riempiono - al calar del sole - di centinaia di bancarelle di artigianato, piccolo antiquariato e modernariato, per la gioia dei collezionisti.

- "Acquaviva nei Fumetti": nonostante sia nata solo nel '96, e' considerata dalla stampa nazionale una delle migliori manifestazioni italiane di settore: e' costituita da uno stage di fumetto, nonche' mostre, incontri e spettacoli. Si svolge l'ultima settimana di luglio.

- "Sponsalia": e' una rievocazione storica che narra non un evento bellico, ma un incontro d'amore, ovvero il matrimonio - avvenuto intorno al 1230 - tra Forasteria degli Acquaviva e Rinaldo dei Brunforte di Sarnano. Si svolge il primo fine settimana di agosto.

La leggenda:

Erra, senza pace, nella cittadella militare, il fantasma del Capitano della Rocca, lasciatosi corrompere nel 1432 da Giosia Acquaviva. Costui gli aveva promesso che non avrebbe in alcun modo infierito sui residenti in quanto il suo unico interesse era quello di riappropriarsi dell'antico maniero di famiglia. Disattendendo però ogni assicurazione precedentemente resa, Giosia, una volta penetrato all'interno della fortezza, massacrò l'intera guarnigione, oltre ai suoi pochi abitanti, trovandovi, infine, morte violenta anche il Capitano della Rocca, in un estremo tentativo di evitare l'eccidio della sua famiglia. Tra i sibili del vento che si canalizza nei camini e misteriorsi lamenti, nelle notti di inverno il fantasma del Capitano della Rocca vaga, cercando la sua famiglia, schiacciando contro le mura e scuotendo che si trova dinanzi, come volesse far rinsavire qualcuno dal perduto senno per interrogarlo. Ancora oggi alcuni anziani del posto tramandano la storia di un fantasma che schiaffeggiava e schiacciava, nelle notti di inverno, contro i muri delle stanze di antichi edifici i malcapitati del momento, narrando fatti effettivamente occorsi, fino anche ad esser stati costretti di dover ricorrere a numerosi esorcismi per far cessare queste manifestazioni.

Prodotti Enogastronomici:

Sapori autentici d'altri tempi e genuinità contraddistinguono la cucina acquavivana.
Una sosta all'ora di pranzo, in uno dei ristoranti del centro storico oppure nei casolari disseminati nella campagna, permette di assaporare piatti della tradizione locale.
Cibi semplici e genuini come prosciutto nostrano, lonza, salami, fegatini con le uova, formaggio di pecora, stracciatelle, pappardelle alla papera muta, il farro, il fricantò, il pollo rosolato in padella, il coniglio ncip-nciap, olive ripiene, cremini fritti, spiedini di castrato. I dolci tipici sono gli spumini e i crostini alle mandorle e le famose pesche (paste frolle con ripieno di cioccolato e bagnate con alchermes) che sprigionano tutta la foro fragranza dai vari forni del paese.


Chiesa di Santa Maria dei Monti
di Grottammare

La chiesa, edificata in un luogo dove forse c'era un santuario mariano, si trova sulla strada per Ripatransone poco lontano dal vecchio incasato, ed in origineera parte di un convento ("1600" circa). Verso la metà del XVIII secolo la chiesa fu soffittata e restaurata.All'interno della struttura sono presenti diverse opere d'arte tra cui un immagine dellaMadonna col Bambino (facente parte dell'antico santuario), un quadro di San Francesco.

Chiesa di San Martino di Grottammare

La chiesa di San Martino si trova all'inizio della Valle del Tesino.La chiesa molto probabilmente poggia le fondamenta su di un tempio pagano dedicato forse al culto della dea Cupra(culto forse di origine picena).A testimonianza di ciò, si conservano ancoraalcuni resti, tra cui un capitello ed una lapide,la quale testimonia il restauro del tempio (probabilmente anche di quello più importantesito a Cupra Marittima) voluto dall'imperatoreAdriano nel 127 d.C. La chiesa è stata costruita ad opera di alcuni monaci benedettini all'incirca tra VII-VIII secolo. Costituta da tre navate, internamentesi presenta semplice e spoglia (come anche la facciata esterna). Nella parete di fondo all'altare maggiore si trova un affrescorappresentante una Crocifissione di difficile datazione a causa di innumerevoli interventifatti in varie epoche, probabilmente di originecinquecentesca. Non lontano dalla chiesa, a circa 750 m., durante alcuni scavi fu rinvenuta una vasca circolare di epoca romana, chiamata "Bagno della Regina", che fa supporre la presenzadi una fonte di acque salutari e terapeutiche.Nella chiesa di S. Martino viene inoltre celebrata la Sagra Giubilare (vedi manifestazioni).

COMUNICATO STAMPA

N.4/2004

NONA EDIZIONE DI:
"ACQUAVIVA NEI FUMETTI" TRA ALBERTO SORDI, GUIDO CREPAX E LE OLIMPIADI

Un doveroso e sentito omaggio al grande Alberto Sordi caratterizzerà il Festival "ACQUAVIVA NEI FUMETTI" (promosso dal Comune di Acquaviva Picena, con la direzione artistica di Michele Rossi) in programma dal 18 al 25 luglio 2004: a colui che viene unanimamente indicato come il più "espressivo" dei protagonisti della commedia italiana, è infatti dedicato uno dei concorsi di questa edizione numero nove che, come
negli scorsi anni, vuole far rivisitare a fumetti i "miti" del nostro tempo. Infatti dopo Totò, Fellini, Nuvolari, Coppi, 'Gigirriva', Marilyn Monroe e le Harley-Davidson, sarà proprio l'attore romano, con quella sua maschera da "italiano medio", a diventare un eroe della cosiddetta nona arte. Per lui non è un debutto assoluto, visto che già in precedenza - nei primi anni '60 - il mitico Jacovitti rappresentò per il quotidiano "Il Giorno", nel suo inconfondibile stile, quattro film interpretati dal nostro eroe. Mentre ad una donna (che sarebbe sicuramente piaciuta ad Alberto
Sordi), è dedicato il concorso per illustratori: o meglio, l'omaggio in questo caso è a Guido Crepax, ma di lui molti ricordano soltanto il
personaggio di Valentina, di professione fotografa. Infine, in vista dei prossimi giochi olimpici che si svolgeranno il prossimo agosto ad Atene, con il terzo tema per vignette satiriche, dal titolo "L'importante è partecipare?", sarà possibile riflettere sull'attualità del famoso detto di Pierre de Coubertin.

Naturalmente il piatto forte della manifestazione
è lo stage di tecnica e sceneggiatura del fumetto, che negli anni precedenti ha visto arrivare nell'antico borgo medievale in provincia di Ascoli Piceno, oltre ad un nutrito numero di ragazzi da tutta Italia, "mostri sacri" come Giorgio Cavazzano, Tanino Liberatore, Silver, Claudio Villa, Silvia Ziche, Corrado Mastantuono, Giuseppe Palumbo e Massimo Bonfatti in veste didocenti: quest'anno a condurre il corso sarà invece PAOLO CAMPINOTI (disegnatore della Disney), coadiuvato per
l'occasione dagli sceneggiatori FRANCESCO ARTIBANI e KATIA CENTOMO: i tre autori lavorano assieme alle serie - di grande successo tra i giovanissimi - "W.I.T.C.H." e "Monster Allergy".

Le tavole migliori dei tre concorsi ed una corposa antologica (oltre 100 tavole originali) di Paolo Campinoti, costituiscono il gruppo delle mostre visitabili, gratuitamente, in vari spazi del borgo. Il programma è completato dallo spazio "INCONTRI" (che prevede le proiezioni dei video: "Il nostro caro Alberto", con la presenza della curatrice NICOLETTA LEGGERI, autrice Rai; "Winx Club" e il promo di "Monster Allergy" con la partecipazione di IGINO STRAFFI, produttore della Rainbow; il cortometraggio "La fabbrica dell'incubo (L'incubatrice)", di e con CARMINE FARACO, cabarettista napoletano appassionato di Dylan Dog), dal consueto appuntamento in piazza con gli autori per "DISEGNI & DEDICHE" e dal "GALA DEL FUMETTO", presentato ed animato dal bravissimo imitatore CLAUDIO LAURETTA, all'interno del quale avverrà la premiazione dei vincitori dei tre concorsi e la consegna del premio biennale "Fumo in Fortezza" (una scultura in legno dell'artista trentino Manuel Riz) ad una personalità che, nel proprio ambito lavorativo, ha dato dignità alla nona arte.

Per maggiori informazioni, visitare il sito
www.comuneacquavivapicena.it oppure
www.fumettiestorie.com/acquavivaneifumetti.


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