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- CIVITANOVA MARCHE -

Dai comuni delle marche
Altitudine
4;
Abitanti 16000; Prefisso 0733; Cap 63017;

CIVITANOVA MARCHE Un pò di Storia:

In diverse zone del nostro territorio le molte scoperte di insediamenti preistorici ci confermano che questi luoghi vennero abitati fin dal periodo Paleolitico.
L'antico popolo dei Piceni occupava l'area che va dalla valle del fiume Foglia a quella del Pescara, dal mare Adriatico agli Appennini.
Non dobbiamo trascurare l'Adriatico, fin dalla seconda metà del VI sec. a.C. veniva solcato dalle navi commerciali greche che usavano per i loro approdi i porti e le foci dei fiumi, così quella del fiume Chienti. Civitanova, l'antica Cluana, città preromana, fu probabilmente fondata otto secoli avanti Cristo. Nel IV-V secolo a. C. i Piceni si fusero con i popoli di stirpe italica detti Picentes.
Più tardi il loro territorio venne annesso a Roma e sorsero nel 264 Firmum, Potentia nel 184 e Auximum nel 157 a. C., l'attuale Fermo, Porto Potenza ed Ascoli Piceno.
L'imperatore Augusto, nel VIII a. C., divise l'Italia in undici regioni, la quinta di queste fu il Piceno. Nella V Regio tra le tante città del litorale, sul lato nord della foce del fiume Cluentum, oggi Chienti, era ubicata Cluana, l'odierna Civitanova Marche. Disposta nel senso della lunghezza, lungo l'asse nord-sud, sui fianchi e alla base della collina, bagnata dal mare, vicina alla foce del fiume Chienti, riparata e sicura pulsava, intorno al IV-V sec. d.C., una vera e propria cittadina. I ritrovamenti, le testimonianze archeologiche e le notizie confermano nelle immediate vicinanze della chiesa di San Marone una zona di inumazione. Contemporaneamente, sulla collina, a poca distanza da Cluana, sorgeva il piccolo centro di Cluentensis Vicus che possiamo identificare con Civitanova Alta, nella parte più antica dell'incasato detta del Girone. Testimonianza inequivocabile dell'esistenza di Cluentensis Vicus c'è data da una epigrafe in pietra,(I sec. a. C., 50 d.C.), ritrovata nei pressi di porta Marina e conservata nell'atrio della Delegazione. I due centri, pur diversi, uno sul mare e il Vicus arroccato sull'altura, tra alterne vicende, nel corso dei secoli rimasero sempre legati e collegati tra loro. Con le invasioni barbariche Cluana seguì la sorte comune a tante città. Distrutta dai Goti, i superstiti si rifugiarono nel Vicus. Alle invasioni del 408-413 d.C. seguirono le guerre tra Goti, Longobardi e Bizantini. Saccheggi, devastazioni e carestie spopolarono la nostra regione. Scriveva Procopio da Cesarea : "Il Piceno è un deserto". Il Vicus sopravvisse e nel 1009 lo si mensiona con i nomi di Civitate Nova, Civitas Nova, Civitatem Novam e Nova Civitas. La vita riprese e una parte della popolazione tornò a vivere sulla collina di San Marone, detta Plebs o Ripa di San Marone, dove fin dal II secolo era presente una "Memoria" dedicata al Santo, primo martire del Piceno, oggi patrono di Civitanova Marche.
Con l'arrivo dei Franchi si impose l'assetto feudale. Dalla seconda metà del sec. XII si fecero più frequenti le "Sottomissioni" e le aggregazioni al Comune di feudatari e di monasteri.
A Civitanova l'antica famiglia degli Aldonesi o Aldonensi si "Incastella" e nel 1075 si impegnò, con il vescovo di Fermo Pietro I, a difendere la Città. Durante i secoli XIV e XV fra accordi e lotte, patti, convenzioni fra Comuni, attacchi e scontri fra fazioni rivali ci si dovette difendere anche dalle scorribande turche. Sulle nostre terre vari furono i domini che si avvicendarono: quello della Chiesa, dei Varano da Camerino, i Malatesta da Rimini, Francesco Sforza da Milano, Filippo Maria Visconti e i Cesarini da Roma.
Sotto la signoria degli Sforza la Città Alta cambiò aspetto. Nel 1440 si realizzò una nuova cinta muraria a "Scarpata" e le quattro torri a difesa delle porte Girone, Mercato o del Ponte, S. Angelo o Marina, Zoppa o S. Paolo, vennero modificate. Per difendersi dai "Pirati barbareschi" e per proteggere i suoi commerci il Porto iniziò la costruzione di una fortezza autorizzata da Pio II nel 1464, che terminò intorno al 1475.
Nel 1507 nacque Annibal Caro, scrittore, traduttore e poeta, senza dubbio il cittadino più illustre che Civitanova abbia mai avuto.
Nei secoli che seguirono ancora lotte interne e scorrerie, assalti dei Turchi e la peste che dal 1516 seminò morte in tutta la Marca. La nostra città decimata dal morbo, lacerata dalle dispute tra signorotti locali, abbandonata a se stessa e nel 1551 fu ceduta, da Papa Giulio III, al nobile romano Giuliano Cesarini con il quale la Camera Apostolica aveva contratto un debito di 14.000 scudi. L'anno dopo stessa sorte per Montecosaro dato in feudo ai Cesarini.
Papa Sisto V nel 1585, considerata l'importanza della nostra Città, trasformò il Marchesato dei Cesarini in "Nobile Ducato", Ducato che nel 1673 assunse il nome di Cesarini-Sforza per il matrimonio di Livia Cesarini con Federico III Sforza. Questa data segnò un periodo di rinascita e di rinnovamento urbanistico. Il Duca fece costruire le nuove mura e il suo palazzo residenziale sulla piazza principale utilizzando parte dell'antico palazzo dei Priori, poi una nuova residenza per i Magnifici Priori e nuovi palazzi signorili e strade. La Città nel 1600 e poi nel 1700 si abbellì ampliando nuovamente la piazza principale. Demolita la vecchia chiesa della Collegiata di S. Paolo fu eretta, su progetto dell'architetto Pietro Loni di Milano, la nuova chiesa di S. Paolo. Venne anche demolita la Torre Civica, sostituita con quella dell'orologio. Negli stessi anni si ebbe un continuo e crescente "Incasarsi" del Porto.
Nel 1860, tutte le Marche entrarono a far parte del Regno di Sardegna.
In pochi anni moltissime furono le innovazioni: riordinate le strade, rinnovate le scuole. Al Porto venne eretto (1862) dal duca Lorenzo su parte dei resti della Fortezza trecentesca il palazzo Cesarini Sforza, si costruì la ferrovia Ancona-Tronto (1863) e si istituì l'omnibus a cavalli. Nel 1867 si costruì il Palazzo della Delegazione su progetto dell'ing. Guglielmo Prosperi di Macerata e si inaugurò nel 1872 il nuovo Teatro Comunale Annibal Caro, sempre dell'ingegner Prosperi, abbellito dal portale quattrocentesco proveniente dal palazzo Santucci. Venne aperto il tratto ferroviario Civitanova-Albacina (1888) e nella Città Alta si costruì, fuori le mura, il rione "Casette" e il Pincio (1889). L'industriosità della gente, la felice posizione riguardo le strade, i mezzi di comunicazione e il mare caratterizzarono e favorirono l'espandersi dei commerci. Si intensificò la pesca e decollò lo sviluppo economico del centro costiero. Al Porto si impiantò la fabbrica di bottiglie del Marchese Sesto Ciccolini, chiamata la Vetreria (1889), ma già esistevano i cantieri di costruzioni navali, arrivarono subito dopo le fornaci di mattoni e di gesso, la segheria, i pastifici Cingoli (1900) e Leonfanti e l'impianto per l'energia elettrica (1903), la fabbrica di biciclette Jenis (1904), il Consorzio Agrario (1904), il molino detto "Americano"(1907) e quello Zazzini, l'officina meccanica Cecchetti (1908).
La nascente economia protesa allo sviluppo industriale non considerò il turismo come una voce importante, ma non lo trascurò. Romani e laziali, umbri e milanesi con le più o meno nobili famiglie dell'entroterra marchigiano passavano la stagione balneare a "Portocivitanova" e vi trovavano una spiaggia ridente, una campagna aprica, un dolce riposo, gente cordiale e un paese proteso a rispondere a tutte le esigenze dell'ospite. Dopo la prima guerra mondiale, la costruzione dell'ippodromo per iniziativa del conte Pier Alberto Conti (1923), tra i più belli d'Italia, forse l'unico costruito sulla riva del mare, l'avanzata costruzione del Porto-rifugio, con l'apertura di nuove strade, l'edificazione di fabbricati e belle ville signorili, il Cine-teatro Beniamino Gigli (oggi cineteatro Rossini) e la messa a dimora di molti alberi, riportarono i villeggianti sulle nostre spiagge. La Casa del Balilla, progettata dall''architetto Adalbeto Libera, offrì moderni impianti sportivi ed adeguati spazi ricreativi per la gioventù. Gli anni venti e trenta segnarono il momento migliore per il centro costiero e per il suo lancio come centro balneare. Di fronte al "Largo Scalo", elevato a piazza XX Settembre nel 1891, si aprì sulla spiaggia lo "Chalet Miramare" con bar e ristorante (1922). Pochi anni più tardi vennero edificate le palazzine liberty del "Lido Cluana", con ampie terrazze, bar, ristorante, salone e sala da ballo con giardino (1933). Le cronache riportavano estati piene di attrattive e di manifestazioni. Intanto Portocivitanova cresceva e cresceva il movimento industriale e commerciale. Le ambizioni nutrite in passato furono ben riposte. Da allora ad oggi lo sviluppo è avvenuto in modo progressivo, salvaguardando la dimensione umana, nel rispetto della tradizione e delle usanze.

- Agriturismo CHIARALUCE -
DESCRIZIONE:

La residenza di campagna Chiaraluce e' una nuova struttura turistica immersa nel verde dell'entroterra collinare marchigiano. Dalla casa si gode la vista del Mare Adriatico, le cui spiagge sono a soli 4 Km, e di un lago, in cui si puo' praticare la pesca sportiva, che e' a circa 300 metri dalla casa. L'ambiente, circondato da querce e ulivi, e' perfetto per chi ama una vacanza intima, alternativa ai grandi flussi, lontan

AZIENDA AGRITURISTICA FIORANO
DESCRIZIONE:

L'agriturismo Fiorano e' situato a Cossignano (320 s.l.m.) tra le splendide colline picene, a 15 km dal mare Adriatico e da numerosi centri d'arte e naturalistici. Il casale di fine'‘700, e' stato di recente sapientemente ristrutturato in bioarchitettura. Il trattamento di ospitalita' prevede la formula B&B con abbondante colazione a base di prodotti interni e su ordinazione è possibile degustare piatti della tradizione locale. L'azienda si contraddistingue per la coltivazione biologica dei terreni , particolarmente vocati alla produzione di vini e olio extravergine di oliva di qualita'. L'agriturismo rientra nel circuito del'’ECOLABEL di Legambiente Turismo.
C'ERA UNA VOLTA
DESCRIZIONE:

L'agriturismo C'era una Volta e' situato a 12 km da Ripatransone, a m 300 s.l.m.. Maneggio nelle vicinanze e possibilita' di fare passeggiate a cavallo ed escursioni in bici. Il mare e' a 15 km.
I MORI
DESCRIZIONE:

Un Agriturismo di qualità ristrutturato in bioarchitettura ed edilizia biologica usando prodotti naturali, nel cuore delle Marche tra Loreto e Frasassi, Recanati e Cingoli, con un panorama mozzafiato e prodotti genuini della propria azienda
LA CAPANA
DESCRIZIONE:

In un ampio podere sulle prime colline dell'entroterra sorge questa splendida costruzione di antica fisionmia, ben ristrutturata, con ambienti voltati, balconi e terrazze panoramici sulla val Menocchia. Il mare dista a 10km.
LA CASTELLETTA
DESCRIZIONE:

L'azienda agrituristica La Castelletta si trova su una collina vicino a Cupra Marittima. L'azienda agricola ha quasi 20 ettari di terreno. ( uliveto, vigneto, frutteto, seminativo......). Qui si possono effettuare escursioni a piedi, a cavallo, in bicicletta per sentieri immersi nel verde incontaminato.La favorevole posizione collinare consente di godere di un ampio panorama con la vista del mare e della campagna marchigiana coronata sullo sfondo dalla catena dei monti Sibillini. Il mare e' a 1 km, facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta.
LA VALLE DELL'OLMO SCURO
DESCRIZIONE:

The Valley of the Dark Elm where the Country Houses can be found is 800 metres from the historic village of Monteguiduccio. Some houses are gathered around the thirteenth century parish of San Pancrazio. The others are distributed between the ridge of the hills and the bottom of the valley. Below the parish is a wine cellar selling local products. Country traditions continue to flourish in the valley where each season celebrates nature. The corn, grape and olive harvests, and the curing of pork meat end with authentic folk fairs. Inside an old farm building is the “ristoro del fornaio” making specialities of local cuisine, cooked on the fire and in the original wood-fuelled oven.
DREAMING MARCHE
DESCRIZIONE:

Il B&B Dreaming Marche sorge tra le stupende colline marchigiane in provincia di Ancona. Lingue parlate: Francese e Inglese
PALAZZO FASITELLI
DESCRIZIONE:

Il B&B Palazzo Fassitelli e' ubicato in un edificio storico del 1700, nella piazza principale del caratteristico paesino medievale di Cossignano, 400 m sul livello del mare. La sua strategica posizione permette di effettuare interessanti escursioni culturali o naturalistiche anche nell'arco della giornata. La Riviera adriatica dista solo 16 chilometri e, per gli amanti della natura, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e' facilmente raggiungibile con un'ora di macchina.
IL COLLE
DESCRIZIONE:

Il Bed & Breakfast si trova nel centro storico di Serra San Quirico, incantevole paese a 400 metri dal livello del mare alle pendici del monte Murano in provincia di Ancona; paesaggio suggestivo dove regna silenzio tranquillita' e il pregio ormai raro di un'aria salutare e fresca.

LA VILLA
DESCRIZIONE:

Il Bed & Breakfast La Villa si trova vicino a Montefiore dell'Aso. Circondato da un ampoi parco e un maneggio nelle vicinanze. Il Mare e' a 8 km e la montagna a 50 km di distanza.

MAMMA GINA
DESCRIZIONE:

La splendida vista panoramica sulle belle colline marchigiane con il mare ad est e la montagna ad ovest, i vigneti e gli uliveti che invitano a salutari passeggiate ecologiche. E poi il giardino e la piscina all'aperto con i suoi alberi da frutta e alberi d'olivo. Ideale punto di partenza per itinerari ricchi di arte e di cultura.

MANCINI ELISABETTA
DESCRIZIONE:

Il Bed & Breakfast Mancini si trova nel centro storico di Ascoli Piceno.

LA PINETA
DESCRIZIONE:

Il Bed & Breakfast Mancini si trova a Monsampolo del Tronto

 

MARCHE IN TOUR
Via Canova, 5 63030 Stella di Monsampolo (AP)
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