TERRITORIO
- FANO -
Chiesa
di San Tommaso
Si
affaccia sul piccolo sagrato con la sua facciata neogotica
(1897) ma conserva sulla porta l'originario architrave
in pietra datato 1276. E' tutto quello che resta della
primitiva chiesa medievale, essendo stato interamente
rifatto anche l'interno dove fanno peraltro bella
mostra di sé la pregevole pala della Incredulità
di S. Tommaso, dipinta nel 1546 dal fanese Giuliano
Presciutti e un frammento di affresco coevo raffigurante
il Crocefisso.
Chiesa
di S. Domenico Stampa questa pagina
Via
Arco d'Augusto
Gravemente
danneggiata in tutta la zona absidale dal crollo del
campanile nell’agosto del 1944, non è
stata più riaperta al culto. Parziali opere
di restauro ne hanno peraltro reso possibile l’utilizzo
temporaneo per mostre ed esposizioni varie.
Si
è ora in attesa della ripresa dei lavori di
restauro per la salvaguardia e la valorizzazione delle
opere d’arte tuttora conservate al suo interno.Fu
costruita, con l’adiacente ex convento oggi
interamente ristrutturato, dai Domenicani, presenti
a Fano già dal 1216 per concessione fatta allo
stesso S.Domenico, passato per Fano ben due volte.
Sul
finire del sec.XIII, come ricorda un’epigrafe
in versi leonini attualmente in Episcopio, vi trovò
sepoltura Jacopo Del Cassero, dopo il suo assassinio
(1298) ricordato anche da Dante nel quinto canto del
Purgatorio; traccia della sua tomba è il vano
ogivale oggi murato, ancora ben leggibile sul paramento
esterno a sinistra dell’ingresso e, all’interno,
dove resta parte dell’arcosolio originario sotto
il quale è stato murato un frammento di affresco
con una Madonna del latte nello stile di Guido Palmerucci
(sec.XIV).
Allo
stesso periodo risale l’intera mole esterna
della chiesa, fatta eccezione per il portale (rifatto
nel 1714) e per i grandi finestroni superiori che
hanno sostituito un probabile rosone e le strette
monofore a sguancio lungo la severa fiancata meridionale.
L’interno,
in origine un tipico esempio di chiesa ad aula priva
di transetto e con tre cappelle terminali a pianta
rettangolare, fu completamente rinnovato su disegno
del fanese Francesco Gasparoli tra il 1703 e il 1708
con l’aggiunta dell’abside semicircolare
e l’inserimento delle grandi colonne binate,
protese a simulare una scenografica tripartizione
della navata e a scandire gli spazi riservati ai due
grandi altari laterali in legno dorato e ai quattro
minori in muratura e stucco.
Delle
antiche decorazioni ad affresco della chiesa medioevale
sono state riscoperte e lasciate in vista quelle sulle
pareti di due nicchioni, il primo dedicato alla Crocifissione
con sottostanti Storie di S.Domenico, il secondo alle
Storie di S.Maria Maddalena, pregevoli opere entrambe
dell’eugubino Ottaviano Nelli (prima metà
del sec.XV) e, su una delle pareti a lato dell’altare
maggiore, sotto l’arcosolio di quella che fu
la tomba dei fratelli Ugolino e Pietro De Pili, la
preziosa lunetta raffigurante la Madonna con il Bambino
fra i Santi Domenico, Giacomo Maggiore, Tommaso d’Aquino
e Leonardo attribuita al cosiddetto Maestro dell’Incoronazione
di Urbino (sec.XIV). Un altro nicchione ha invece
una più tarda Madonna con il Bambino fra i
Santi Domenico, Fortunato, Francesco ed Eusebio di
Giambattista Ragazzini (metà del sec.XVI).
A
restauri ultimati non è da escludere che possano
tornare al loro posto anche le tele superstiti dei
vari altari, in particolare il bel S.Tommaso d’Aquino
che adora il Crocefisso di Jacopo Palma il Giovane
(1590), oggi in deposito presso la Pinacoteca Civica.
L’unito
fabbricato conventuale con il relativo chiostro è
il risultato di una completa ricostruzione, realizzata
fra il 1666 e il 1668 da Carlo Delle Rose. Della costruzione
originaria restano in vista, inglobati nelle murature,
solo un paio di porte ad arco acuto.
Ritornati
all’incrocio di via Arco d’Augusto con
il corso Matteotti, si prende quest’ultimo in
direzione nord, costeggiando Palazzo Corbelli la cui
facciata fu sopralzata e rinnovata nel 1803 da Pietro
Ghinelli.
Poco
più avanti, all’incrocio con via Lanci,
è il piccolo sagrato su cui si affaccia l’ex
Chiesa di S. Arcangelo (oggi utilizzata come auditorium
e sala per mostre). Così come appare è
il frutto di una ricostruzione portata a termine nel
1779, forse su disegno di Arcangelo o Andrea Vici.
Nell’interno,
sull’altare maggiore, la tela con il ‘S.
Michele che abbatte Lucifero’ è stata
attribuita in passato a Gianfrancesco Guerrieri; un
soggetto ripetuto anche al centro della volta in un
affresco di Sebastiano Ceccarini.
A
brevissima distanza dalla chiesa lungo la ricordata
via Lanci, sporge la cosiddetta Absidiola di S. Mauro,
interessantissimo avanzo di chiesuola romanica (sec.
XIII) dal bel paramento a laterizi finemente lavorati,
in particolare gli archetti pensili con mensole a
muso di mostriciattolo.
Riprendendo
ancora il corso, si lascia sulla destra quello che
fu il cinquecentesco Palazzo Rinalducci (oggi abbassato
di un piano e molto rimaneggiato all’interno)
e si incontra sulla sinistra via Bartolagi dove si
apre il minuscolo sagrato su cui prospetta la nuda
facciata a capanna della Chiesetta di S. Pietro in
Episcopio che un’antica tradizione indica come
prima cattedrale paleocristiana della città.
Così
come si presenta oggi, con il piccolo campaniletto
a vela addossato al rustico paramento in pietra della
fiancata meridionale, è però certamente
il risultato di una successiva ricostruzione altomedioevale
e di palesi più tardi interventi e manomissioni
fino ai tempi nostri.
Proseguendo
ulteriormente per il corso Matteotti, si lascia sulla
destra un moderno fabbricato che incorpora al suo
interno il seicentesco Chiostrino di S. Teresa, unico
avanzo dell’abbattuto monastero delle Carmelitane
Scalze.
Poco
più avanti è il largo della scomparsa
Porta Giulia, breccia aperta nelle mura augustee.
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In un ampio podere sulle prime colline dell'entroterra
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campagna marchigiana coronata sullo sfondo dalla
catena dei monti Sibillini. Il mare e' a 1 km, facilmente
raggiungibile a piedi o in bicicletta. |
LA
VALLE DELL'OLMO SCURO
DESCRIZIONE:
The Valley of the Dark Elm where the Country Houses
can be found is 800 metres from the historic village
of Monteguiduccio. Some houses are gathered around
the thirteenth century parish of San Pancrazio.
The others are distributed between the ridge of
the hills and the bottom of the valley. Below the
parish is a wine cellar selling local products.
Country traditions continue to flourish in the valley
where each season celebrates nature. The corn, grape
and olive harvests, and the curing of pork meat
end with authentic folk fairs. Inside an old farm
building is the “ristoro del fornaio”
making specialities of local cuisine, cooked on
the fire and in the original wood-fuelled oven.
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DREAMING
MARCHE
DESCRIZIONE:
Il B&B Dreaming Marche sorge tra le stupende
colline marchigiane in provincia di Ancona. Lingue
parlate: Francese e Inglese |
PALAZZO
FASITELLI
DESCRIZIONE:
Il B&B Palazzo Fassitelli e' ubicato in un edificio
storico del 1700, nella piazza principale del caratteristico
paesino medievale di Cossignano, 400 m sul livello
del mare. La sua strategica posizione permette di
effettuare interessanti escursioni culturali o naturalistiche
anche nell'arco della giornata. La Riviera adriatica
dista solo 16 chilometri e, per gli amanti della
natura, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e'
facilmente raggiungibile con un'ora di macchina. |
IL
COLLE
DESCRIZIONE: Il
Bed & Breakfast si trova nel centro storico
di Serra San Quirico, incantevole paese a 400
metri dal livello del mare alle pendici del monte
Murano in provincia di Ancona; paesaggio suggestivo
dove regna silenzio tranquillita' e il pregio
ormai raro di un'aria salutare e fresca. |
LA
VILLA
DESCRIZIONE: Il
Bed & Breakfast La Villa si trova vicino a
Montefiore dell'Aso. Circondato da un ampoi parco
e un maneggio nelle vicinanze. Il Mare e' a 8
km e la montagna a 50 km di distanza. |
MAMMA
GINA
DESCRIZIONE: La
splendida vista panoramica sulle belle colline
marchigiane con il mare ad est e la montagna ad
ovest, i vigneti e gli uliveti che invitano a
salutari passeggiate ecologiche. E poi il giardino
e la piscina all'aperto con i suoi alberi da frutta
e alberi d'olivo. Ideale punto di partenza per
itinerari ricchi di arte e di cultura. |
MANCINI
ELISABETTA
DESCRIZIONE: Il
Bed & Breakfast Mancini si trova nel centro
storico di Ascoli Piceno. |
LA
PINETA
DESCRIZIONE: Il
Bed & Breakfast Mancini si trova a Monsampolo
del Tronto |
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