SERRAVALLE DI CHIENTI
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Dai comuni delle marche
Altitudine
640; Abitanti .......; Prefisso 073.; Cap ..........;


LA STORIA DI SERRAVALLE DI CHIENTI :

Serravalle di Chienti si trova all'imbocco della strettissima valle del Chienti, circondata da monti e boschi. L'origine del paese è legata all'unione di tre nuclei sorti nelle vicinanze dei castelli di Serravalle di Tufo e di Serramula. L'Ospizio dei Pellegrini (sec. XIII-XIV), presenta un lembo di facciata superstite, con un portale in pietra ad arco acuto.
Era questo un complesso importante per i viandanti e durante il trasferimento delle greggi.
Chiesa di S. Lucia (sec. XIII) sorta su un impianto monastico, di cui non rimane che la sacrestia; questa presenta diversi strati di affresco, tra cui una crocifissione dei '500 opera di Simone e Giovanfrancesco De Magistris e una tela di Giovanni Andrea da Caldarola. Palazzo Comunale (1960) unica opera nelle Marche dell'architetto P. Luigi Nervi.
La frazione Castello conserva due cinte murarie e una delle cinque torri, resti delle fortificazioni che costituivano l'estremo avamposto dei ducato di Camerino, Chiesa Madonna dei Piano, piccola chiesa completamente distrutta dal sisma del 1997, è divenuto il simbolo della volontà di recupero dei monumenti "minori" rovinati dai disastri o dall'incuria.
Il suo interno offriva un gran numero di affreschi dei pittore locale Paolo Bontulli da Percanestro. Ad Acquapagana Abbazia camaldolese forse eretta da San Rornualdo nel 1007 poi ricostruita nel XIV secolo in stile gotico.
Chiesa Madonna dei Sasso sempre a Serravalle di Chienti del (sec. XV-XVI), al cui interno soltanto il Giudizio Universale si è salvato grazie ad un sapiente restauro.
Interessanti i ruderi dei Castello di Elci e la Rocca di Percanestro.
Magazzino dei Grano apprezzabile come testimonianza di consistente struttura economica.
Sotto il profilo architettonico è rilevante la sua simmetria rinascimentale e l'uso di cornici in pietra squadrata.
Botte dei Varano (sec.XV) importante opera idraulica in pietra squadrata. Fu fatta eseguire da Giulio Cesare Varano su progetto di ingegneri idraulici fiorentini, per bonificare l'altopiano di Colfiorito.
Le acque di drenaggio fuoriescono a monte di Serravalle di Chienti per dar vita al corso dei fiume Chienti.
L'Altopiano di Colfiorito (m 750 s.l.m.) è un ampio piano carsico, quasi completamente bonificato con un sistema di canali che confluiscono in unico collettore rappresentato dalla Botte dei Varano.
Vi restano praterie palustri in cui vegetano alcune specie rare come l'ofioglosso e l'orchidea acquatica.
L'importanza ambientale dell'area, oltre che dal punto di vista botanico, è data dalla presenza di avifauna soprattutto migratoria che vi sosta e vi si ristora.
Ex Convento di Brogliano (sec.XIII), in esso, nel 1368, per opera del b. Paolo Trinci, nacque la riforma dei francescani "osservanti" chiamati "zoccolanti” dal tipo delle calzature che indossavano.
Basilica di Plestia di Serravalle di Chienti, di straordinario interesse; sorge sulla cripta paleocristiana e sulle rovine dei tempio romano di cui sono stati recuperati i materiali da costruzione.
Nei dintorni numerosi resti della città romana di "Plestia" da cui forse trasse origine Serravalle.
Il nome è noto anche per la battaglia dei Romani con Annibale.
La selva: stupendo bosco di quercia e cerro. Al contrario di quanto normalmente avviene nel territorio appenninico in cui i boschi sono rimasti soltanto lungo pendici acclivi, la "Selva" si può considerare una delle poche testimonianze di quelle che erano le formazioni forestali di fondovalle.
Venerdì 26 settembre 1997 il territorio dell'Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche è stato sconvolto da due violente scosse di terremoto: la prima alle ore 2,33 della notte, la seconda alle 11,42.
Una coppia di anziani deceduti tra le macerie, frazioni interamente distrutte, migliaia di edifici lesionati, famiglie rimaste senza casa.
Il terremoto ha colpito duramente.
Desolante aggirarsi tra le case svuotate dei paesini montani di Serravalle di Chienti. Ancor più triste la vista dei containers, che pure stanno dando un riparo.
La Valleverde, un angolo di Svizzera nascosto tra i monti di Serravalle di chienti, piange le chiese distrutte, piagate, sconnesse.
Una civiltà, che nei secoli passati aveva espresso castelli, scuole di pittura e di cultura, stupendi edifici ed anche una famiglia di costruttori di organi, rischia di restare piegata per sempre.
Così anche nella vicina Visso, a Montecavallo, Pieve Torina, nell'alta valle del fiume Potenza.
Ogni frazione in queste zone ha la sua antica chiesa, le mura medioevali, il quadro o la statua di valore.
Queste costruzioni ora sono tutte a rischio.
Le opere d'arte sono state trasportate in qualche deposito.
Non è migliore la sorte avuta da Camerino, dove l'intero centro storico ha riportato lesioni.
In questo caso molto si potrà recuperare ma occorreranno anni e molti sforzi finanziari.
"Nella nostra diocesi - ha detto il vescovo Angelo Fagiani al cardinal Ruini, in visita alle diocesi terremotate il 4 dicembre - sono oltre 500 le chiese danneggiate, e ognuna di esse è per la gente, soprattutto nei paesini montani, un punto di riferimento che non esiste più".

Il Santo Padre in visita a Cesi di Serravalle sul Chienti

Alle 11.30 di sabato 3 gennaio 1998 Sua Santità Giovanni Paolo II è giunto a Cesi di Serravalle di Chienti per una visita ai terremotati delle Marche.
Ad accoglierlo erano, tra gli altri, il nostro Arcivescovo Mons.
Angelo Fagiani, il sindaco di Serravalle di Chienti Venanzo Ronchetti, il parroco don Cesare Grasselli e oltre seimila fedeli giunti da ogni paese della nostra diocesi e dalle diocesi vicine.
Dopo le parole di benvenuto rivoltegli dal nostro Arcivescovo, il Santo Padre ha pronunciato in piedi il seguente discorso:

Carissimi Fratelli e Sorelle!Dopo la visita ad Annifo, eccomi ora tra voi, a Cesi, per abbracciare idealmente, insieme con voi, tutte le popolazioni delle Marche, colpite dal terremoto.

Saluto il Vescovo di Camerino e il Presidente della Conferenza Episcopale Regionale, l'Arcivescovo di Fermo; saluto il Parroco e l'intera comunità di questo paese, che ha visto praticamente distrutte quasi la totalità delle sue abitazioni. Rivolgo un cordiale pensiero agli abitanti degli altri centri, nei quali sono crollate o sono state rese inagibili chiese e abitazioni.
Mi reco spiritualmente in tutte le famiglie, tra i malati, tra gli anziani, tra i bambini.
A tutti vorrei dire, specialmente a chi è preso da sconforto: Coraggio! Coraggio! Il Signore è vicino! Il Papa vi è vicino!Vi sono stato vicino fin dal primo momento, quando ho appreso la notizia di questo devastante sisma.
Ho pregato per voi e continuo a farlo.
Ma, oggi, eccomi in mezzo a voi, seppure per poco tempo, per manifestarvi la mia solidarietà.
All'inizio di un nuovo anno, vengo a voi nel nome di quel Dio che ha scelto di abitare la nostra fragile umanità, per infondere in essa una speranza nuova e invincibile, perché fondata sulla fede.
Le prove della vita ci fanno sperimentare la nostra umana precarietà.
Ci ricordano che sulla terra siamo di passaggio, e che la nostra patria non è quaggiù ma presso Dio.
In questo tempo natalizio, però, la liturgia ripete che Dio stesso, il Creatore e Signore di tutte le cose, non è lontano da noi, anche quando sembrerebbe il contrario.
Egli è solidale con le nostre sofferenze: è venuto ad abitare fra noi, nascondendosi nella nostra condizione umana, perché vuole infondere in essa l'amore, fonte e significato ultimo di ogni esistenza.
Dice il Salmista: "Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare" (Sal 45, 2-3).
In mezzo a tutti gli sconvolgimenti, il credente non smarrisce la consapevolezza della presenza confortatrice del Signore. Anche voi, cari Fratelli e Sorelle, forti del suo sostegno, potrete non solo ricostruire materialmente i vostri paesi, ma avrete energia spirituale per un autentico rinnovamento interiore e comunitario.
Nei giorni che hanno sconvolto la vita tranquilla ed operosa di queste terre, le vostre popolazioni hanno offerto una singolare testimonianza di dignità, che ha suscitato universale ammirazione. I danni materiali non hanno fiaccato il vostro attaccamento a queste regioni.
Al contrario, la decisione presa dalla stragrande maggioranza dei terremotati di continuare a vivere nei propri centri dimostra che la prova subita ne ha reso più forte il senso di identità e di appartenenzaUn incoraggiamento in tal senso è stato sicuramente la nascita in questi mesi di numerosi bambini che hanno allietato molte comunità colpite dal sisma.
Vorrei da qui salutare tutti i bambini che costituiscono la promessa di futuro e di vita per queste terre.
Ho avuto modo già di incontrarne alcuni, ed ora da questo piccolo centro dell'Appennino umbro-marchigiano vorrei idealmente rivolgermi a tutti i bambini delle Marche e dell'Umbria.
Nel clima festoso del Natale vada ad essi il mio saluto e il mio abbraccio affettuoso! Cari bambini, il Signore vi benedica, vi faccia crescere buoni e coraggiosi, conceda a voi ed ai vostri cari tanta serenità e tanta gioia.
Forse dopo anni, questi bambini, nati durante il sisma, apprenderanno dai loro genitori: "Tu sei nato nel momento del sisma, e non sapevi niente".
Ecco, così scorre la vita.
Io sono nato nel momento della guerra tra la Polonia e la Russia comunista, e anch'io non sapevo niente.
Ma ho mantenuto una grande ammirazione e una grande gratitudine per coloro che durante quella guerra hanno avuto fiducia ed hanno poi vinto.
Era molto importante.
Era il 1920. Accanto ai bambini ci sono i genitori: ecco le famiglie alle quali manifesto ammirazione per la forza d'animo e per l'impegno con cui hanno reagito alla dura prova di un sisma intenso e prolungato.
Tante di esse vivono in situazioni di emergenza, sono in abitazioni provvisorie.
Non manchi mai a questi nuclei familiari l'aiuto di tutti noi. In proposito, non posso non sottolineare la sorprendente risposta di generosità che il sisma ha sprigionato anche oltre i confini delle Regioni interessate. In questi mesi infatti, carissimi Fratelli e Sorelle, avete potuto contare su una vasta rete di solidarietà, che vi ha fatto sentire meno soli.
Nonostante le condizioni di difficoltà in cui si è operato a motivo della stagione e delle non sempre agevoli comunicazioni, l'impegno di tutti ha già permesso di ripristinare quasi in ogni Centro i servizi indispensabili. Particolarmente significativa è stata, altresì, la presenza di tanti volontari che, giunti da ogni parte d'Italia, hanno condiviso con i terremotati disagi e preoccupazioni, drammi e speranze.
Ugualmente singolare Ë apparsa la solidarietà di tanta gente, che in svariati modi ha fatto loro giungere aiuti materiali, insieme ad innumerevoli testimonianze di spirituale vicinanza e di affetto.
Tra i vari organismi impegnati in quest'opera, incoraggio in modo particolare il lavoro della Caritas, che coordina i servizi di solidarietà in nome della Comunità ecclesiale.
Desidero esprimere il mio apprezzamento per quanto è stato fatto ed incoraggio le Autorità competenti a proseguire nel cammino intrapreso, per porre in atto con tempestività le necessarie iniziative di finanziamento e di coordinamento dell'opera di ricostruzione.
Con gli auguri per il nuovo anno, formulo voti perché al più presto si possa tornare alla vita consueta: le case, le chiese e gli edifici pubblici, ricostruiti con criteri antisismici, saranno il segno del ritorno alla normalità, e soprattutto di un'identità spirituale che permane e guarda verso il futuro.
Carissimi Fratelli e Sorelle, vi invito a proseguire in questa gara di generosa fraternità e, mentre invoco la costante protezione della Vergine Maria, con grande affetto dono a tutti la mia Benedizione.


Il saluto dell'Arcivescovo a Serravalle di Chienti


Parole di saluto e di ringraziamento sono state rivolte al Santo Padre all'inizio dell'incontro dal nostro Arcivescovo Monsignor Angelo Fagiani."Santo Padre, grazie di cuore per aver prontamente accolto il nostro desiderio di venirci a trovare proprio nell'epicentro del terremoto a Cesi di Serravalle di Chienti nelle Marche, e benvenuto tra noi.
L'abbiamo accolta con tanta gioia e con tanta fiducia.Le siamo immensamente grati perché, pur avendo tanti impegni in questi giorni e nei prossimi mesi, è venuto tra noi per mostrarci tutto il Suo affetto di Padre e la Sua solidarietà, che si è manifestata in tanti modi fin dai primi giorni del terremoto, stringendo in un abbraccio ideale tutti coloro che soffrono per il terremoto in Umbria e nelle Marche.
Questa Sua Visita ci aiuterà a rinnovare e a rafforzare la nostra fede nella dura prova del terremoto, che purtroppo ancora fa tremare questa terra, a crescere nell'amore tra noi e verso tutti, e a ricostruire, tutti uniti, con speranza e con forte impegno, le nostre persone prima di tutto, le nostre comunità, e insieme le nostre case, le tante chiese ricche di tante opere d'arte, segno della fede delle generazioni che qui ci hanno preceduto, le scuole e tutte le attività produttive.
Questo incontro è certamente anche un gesto di stima e di gratitudine per tutti coloro e sono moltissimi, come ha già visto e che in questi mesi ci sono stati di grande conforto e di aiuto: istituzioni, amministratori, Protezione civile, le tante Associazioni di volontari, le Caritas diocesane e parrocchiali, i mezzi di comunicazione sociale, fin dalle prime ore dopo il terremoto.In questi giorni di attesa della Sua Visita abbiamo pregato ancora di più per tutte le sue speranze, i suoi progetti pastorali e i suoi prossimi viaggi di apostolo della fede e della pace. Grazie, Padre Santo, e le vorrei dire arrivederci, perché anche nei nostri Appennini si fanno ottime vacanze! Ci benedica, Santità".

CHIESE DI SERRAVALLE DI CHIENTI:


Abbazia camaldolese di Serravalle di Chienti...


Costruita nel intorno al 1000 - Fondata da San Romualdo, poi ricostruita nel XIV secolo in stile gotico. All'interno sono da notare due altari lapidei di linea gotica e diversi strati di affresco alle pareti.

Basilica di Plestia
di Serravalle di Chienti...

Costruita nel forse del IV - Sorge sulla cripta paleocristiana e sulle rovine del tempio romano di cui sono stati recuperati i materiali da costruzione. La chiesa non presente particolari pregi architettonici, essendo impostata su un impianto rettangolare con un ordine di colonne.

Chiesa "Madonna del Sasso"
di Serravalle di Chienti...

Costruita nel XV-XVI - All'interno soltanto "il Giudizio Universale " si è salvato grazie ad un sapiente restauro; questo affresco è interessante per l'ambiziosa orditura strutturale suddivisa in tre fascie i dannati, i penitenti e San Pietroe il Cristo in trono.

Chiesa di S. Lucia
di Serravalle di Chienti...

Costruita nel !200 - La chiesa è sorta su un impianto monastico, di cui non rimane che la sacrestia; questa presenta diversi strati di affresco , tra cui una crocifissione del '500 opera di Simone e Giovanfrancesco De Magistris e una tela di Giovanni Andrea da Caldarola.

Santuario della Madonna del Piano
Serravalle di Chienti...

Costruita nel 1400 - Il luogo è adorno di affreschi del sec.XVI e devozione.

Opere / Monumenti DI SERRAVALLE DI CHIENTI:

Botte Varano di Serravalle di Chienti...

Costruita nel seconda metà del '400 - E' un'importante opera idraulica in pietra squadrata. Fu fatta eseguire da Giulio Cesare Varano su
progetto di ingegneri idraulici fiorentini. Le acque di drenaggio fuoriescono a monte di serravalle per dar vita al corso del fiume Chienti.

Casa-bottega
di Serravalle di Chienti...

In Piazza Federici sono ancora apprezzabili i loro dettagli e l'unitarietà d'insieme di questa struttura urbana.

Castello
di Serravalle di Chienti...

Costruita nel 1240 - Rimangono imponenti rovine e una delle cinque torri. Nel 1240 il papa Innocenzo IV lo diede in donazione al Comune di Camerino. Nel 1438 gli Sforza dominarono su tutta la regione e il castello subì vari tentativi di conquista.

di E
lci di Serravalle di Chienti...

Ancora in piedi l'ultima delle torri dell'antico castello; tutt'intorno pietre e tracce di mura in rovina.

Dignano di Serravalle di Chienti...

Uno dei castelli dei Baschi, passato alla signoria del Comune dCamerino.Nella chiesa parrochiale si conserva una tela attribuita alla Scuola del Perugino (XV sec.).

Ex convento di Brogliano di Serravalle di Chienti...

Costruita nel XIII - In esso, nel 1368,per opera del b. Paolo Trinci, nacque la riforma dei francescani "osservanti" chiamati zoccolanti daltipo delle calzature che indossavano.

L'ospizio dei Pellegrini di Serravalle di Chienti...

Costruita nel XIII-XIV - Allo stato attuale presenta un lembo di facciata superstite, con un portale in pietra ad arco acuto. Era questo un complesso importante per i viandanti durante il trasferimento dei greggi . Dal 1549 i suoi beni sono passati all'ospedale di Camerino.

Magazzino del Grano di Serravalle di Chienti...

E' apprezzabile come testimonianza di consistente struttura economica. Sotto il profilo architettonico è rilevante la sua simmetria rinascimentale e l'uso di cornici in pietra squadrata.

Palazzo Comunale di Serravalle di Chienti...

Costruita nel 1960 - Unica opera dell'architetto P.Luigi Nervi nelle Marche.

Palazzo del Comune Vecchio
di Serravalle di Chienti...

Costruita nel 1600 - Oggi destinato ad albergo, conserva dei caratteri apprezzabili, quali il prospetto sulla piazzetta ed un portale in pietra squadrata con arco a sesto rovesciato.

Piazza Federici di Serravalle di Chienti...

Costruita nel 1875 - Ha un impianto monumentale a tre vasche in linea a ridosso di un fondale ben modulato da lesene a conci di pietra squadrata. Ora è in stato di abbandono.

Rocca di Percanestro di Serravalle di Chienti...

Insieme alla torre restano tracce delle mura perimetrali che , a giudicare dalla loro estensione, danno l'idea di un castello.

Santuario della Madonna del Piano di Serravalle di Chienti...

Costruita nel 1400 - Il luogo è adorno di affreschi del sec.XVI e devozione.

COMUNICATO STAMPA

N.


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