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TERRITORIO - ASCOLI PICENO -

 

Ascoli Piceno Da visitare:

La cattedrale di Ascoli Piceno, dedicata alla Vergine, cui si aggiunse il culto di S. Emidio (la prima menzione risale al 1052), ricordata la prima volta in un documento dell’anno 996, sorse assieme al contiguo battistero nell’area di uno dei due supposti fori della città.
E’ caratterizzata da numerose fasi costruttive che nel corso dei secoli, dal Medioevo al pieno Rinascimento, si sono aggiunte alla struttura originaria, risalente probabilmente al periodo altomedievale.L’edificio attuale presenta un impianto basilicale a tre navate (costruito a partire dal 1481 da maestranze lombarde) con presbiterio composto da transetto sporgente, con due absidi laterali e un profondo coro (costruito fra il 1541 e il 1546 in sostituzione dell’originaria abside centrale), sulla cui campata mediana si imposta una cupola con tamburo ottagonale, mentre al di sotto si sviluppa una vasta cripta del tipo a oratorio.
La parte più antica del monumento è il transetto, conservatosi sostanzialmente integro nella sua configurazione primitiva.
La struttura è composta fino alla metà della sua altezza da possenti blocchi squadrati di travertino locale in massima parte ricavati da edifici romani.
Esso mostra all’interno delle monofore, situate al di sopra delle due absidiole laterali, ancora in opera la scultura architettonica originaria costituita da transenne in marmo finemente lavorate con la tipica decorazione ad intreccio vimineo altomedievale; manufatti , che consentirebbero di datare con buona approssimazioni l’intera struttura architettonica al primo periodo carolingio, vale a dire ai decenni iniziali del IX secolo.
Le prime modifiche si datano invece entro la prima metà dell’XI secolo, allorquando venne aperta l’ampia cripta al di sotto del presbiterio, forse in occasione della traslazione delle reliquie di S. Emidio voluta dal vescovo della città Berardo II (1045-1069).
Allo stesso periodo risalgono, oltre alle absidi laterali del transetto, molto probabilmente anche le due slanciate torri della facciata (poi inglobate nel rifacimento cinquecentesco del prospetto su disegno di Cola dell’Amatrice), che ricordano per lo schema a torri campanarie gemelle analoghe soluzioni adottate in Italia centrale (le abbaziali di Farfa e di San Salvatore sul Monte Amiata, anch’esse della metà ca. dell’XI secolo), derivanti da modelli transalpini.
Al romanico maturo si deve invece far risalire l’edificazione della cupola, di evidente impianto lombardo, impostata mediante pennacchi a sezione di sfera su quattro grandi arconi sorretti da possenti pilastri cruciformi.

L'abbazia di Ascoli Piceno
, sull’arce del Capitolium ascolano, oggi Colle dell’Annunziata, sorgono la chiesa e il monastero di Sant’Angelo Magno la cui fondazione risale al 746, ad opera del vescovo Auclere, per accogliervi le dame dell’aristocrazia longobarda.
Il complesso ha subito nel tempo reiterate trasformazioni, si conservano tuttavia importanti testimonianze della fase del XII secolo: nel sottotetto sono stati infatti rimessi in luce i resti della decorazione pittorica dell’arco trionfale con figure di Profeti, costruite tridimensionalmente da pennellate fluide e vigorose, inserite entro una quinta architettonica ad arcate su colonne, delimitata in alto da un fascione a intrecci ondulati policromi, che riverberano stilemi umbro-romani.

Chiese di Ascoli Piceno.

Situato sul ciglio della rupe a strapiombo del Tronto, questo storico edificio ha reiteratamente corso il rischio di franare. Le sue origini, lasciando da parte le tradizioni leggendarie che ne riconducono la fondazione al V secolo, risalgono più probabilmente alla fine del X secolo in un’area, come rivela appunto il suo appellativo, ricca di vigneti, a ridosso della cinta muraria urbana.
Allo stato attuale non è facile restituire una concreta fisionomia all’impianto architettonico originario, troppe sono state infatti le trasformazioni, le mutilazioni e i restauri subiti dall’edificio attraverso i secoli. Dovrebbero comunque risalire al XII secolo le strutture dell’abside, ricostruita sulla più antica, caratterizzata da strette monofore. Presso la chiesa si eleva la possente torre campanaria della fine del XIII secolo, nel cui basamento sono stati riutilizzati blocchi di spoglio.
Nel settore nord occidentale, tra Porta Romana e Porta Solestà, nell’area occupata in antico dall’anfiteatro, fu innalzata nel XII la chiesa di San Tommaso che usufruì ampiamente di materiali di spoglio romani. La facciata a salienti con rosone è affiancata da una massiccia torre campanaria. L'interno basilicale con transetto è pausato da pilastri scanalati e da colonne di spoglio . Sui pilastri del presbiterio s’innalza una cupola ottagona.

 

 

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