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MACERATA

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Macerata Eventi e Notizie

Macerata, IL NOME DELLA CITTÀ:

Sono molte le ipotesi sull’origine del nome di Macerata. Potrebbe derivare da macerie di Recina; ma anche dal termine classico "macèra" che significa muro a secco, costruito con pietre. Secondo altre versioni il nome deriverebbe dal luogo scelto per edificare la città chiamata "Maceretum". Un’altra versione fa derivare il nome dall’uso, molto diffuso nella zona, della coltivazione della canapa che poi veniva messa a macerare. Tutte ipotesi che però non ci possono dare la certezza sulle origini del nome della città, di cui comunque non si hanno documenti anteriori al XI° sec..
Macerata è capoluogo di provincia delle Marche , ed è sede vescovile. E’ situata 314 metri sopra il livello del mare ed ha 42.260 abitanti. Il maceratese Matteo Ricci, che a ventisei anni lasciò l’Italia per raggiungere l’Oriente, fu il primo dell’ordine a essere ammesso alla corte dei Ming. Infatti, quando morì a Pechino nel 1610, vi erano in Cina trecento chiese cristiane e la sua lontana città cominciava ad assumere quel volto di dignità che tuttora la distingue. Il centro antico è tutto realizzato nell’arco dei secoli XVI-XIX, traendo dalla terra una solida ricchezza e dal legame con Roma gli stimoli culturali. STORIA E SVILUPPO URBANO. Il nome Macerata deriva dall’antico termine “maceriae” riconducibile ai materiali da costruzione recuperati dall’antica “Helvia Ricina” distrutta nel secolo V oVI, per la nuova città. Il comune si costituì nel 1138; il primo palazzo del Comune è del 1286, ma il riconoscimento ufficiale di città, insieme al vescovado, si ebbe solo nel 1320, da Giovanni XXII, papa avignonese. Il Comune aveva oscillato tra la parte ghibellina e quella guelfa, la Chiesa infine riuscì a prevalere. I sec. XIV e XV videro momenti di governo signorile con i Mulucci, i Da Varano di Camerino e Francesco Sforza. Qualche anno dopo, la città ritornò alla Chiesa e subito fece erigere sullo sperone orientale del colle, la cappelletta che nei secoli divenne il santuario della Madonna di Misericordia. Agli inizi del ‘500 venne su la Loggia dei Mercanti, sulla piazza che è da sempre il cuore della città. Santa Maria delle Vergini fu costruita sul luogo dove nel 1548 era apparsa la Madonna. Come dicono le lapidi, il settecentesco palazzo Torri ospitò il generale Bonaparte prima del trattato di Tolentino e il Murat prima della battaglia del 1815, ancora a Tolentino, in cui gli Austriaci fermarono il suo tentativo disperato di salvare il trono unendo l’ Italia; nel 1799 i Francesi avevano bombardato e saccheggiato la città,occupandola ancora nel 1808. Passata la bufera, cento maceratesi si unirono per far costruire una degna sede per “il gioco del pallone al bracciale”, lo Sferisterio. Nel primo censimento dopo l’Unità, si contavano a Macerata un po’ meno di ventimila abitanti.

GLI ABITANTI DI MACERATA
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Nel 1287, a Macerata vivevano circa 10.000 persone. Le prime opere di fortificazione fatte eseguire da Ranaldo, duca di Spoleto, diedero modo alla città di essere maggiormente protetta. In tal modo la popolazione aumentò, e Macerata divenne rapidamente la più grande delle città vicine.

TITOLO DELLA CITTÀ DI MACERATA:

Nella lotta fra Guelfi e Ghibellini, Macerata parteggiò ora con gli uni ora con gli altri, finendo poi per sottomettersi allo stato della Chiesa. Nel 1320 Macerata ricevette il titolo di città ed il Papa Gregorio XXII vi istituì la sede vescovile sopprimendo quella di Recanati. I rappresentanti dello Stato Pontificio posero la loro sede nei palazzi della Ragione e del Podestà. La città nella forma attuale si formò intorno al XVI° secolo con il completamento delle mura. In quel periodo, molti lasciti nei testamenti dei maceratesi erano a beneficio della costruzione delle mura della città.

LE STRADE DI MACERATA:

La città aveva strade molto strette, con case basse e i tetti sporgenti. Gli scalini d’ingresso alle abitazioni, che erano rialzate dal piano terra, avanzavano sulla strada. Le case erano interrotte da orti e piazzali; molti edifici avevano le logge al piano terra e finestre con archi acuti decorati in cotto.

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